Il ritorno dell’America: come è andato il summit mondiale sul clima

Il ritorno dell'America

“L’America è tornata. Siamo risoluti ad agire, è il decennio decisivo per evitare le conseguenze peggiori” queste le parole del presidente degli Stati Uniti Joe Biden all’apertura del summit sul clima della settimana scorsa, al quale hanno partecipato più di 40 Paesi del mondo.

Il ritorno dell’America 

Da candidato presidente, Biden aveva promesso di organizzare un vertice mondiale sul clima entro i primi 100 giorni del suo mandato. E’ stato di parola: giovedì 23 aprile, in corrispondenza della Giornata della Terra, si è tenuto il Leader Summit on Climate. L’obbiettivo era quello di convincere i maggiori inquinatori mondiali ad annunciare impegni climatici più ambizioni, in vista della COP26, che si terrà in Scozia il prossimo novembre. 

Fra i “leader” presenti Emmanuel Macron, Angela Merkel, Vladimir Putin, Xi Jinping ed anche il nostro presidente Mario Draghi. 

Nel suo discorso di apertura, il presidente Joe Biden ha annunciato di voler raddoppiare il taglio delle emissioni di gas serra, azzerando le emissioni entro il 2050 e ha aggiunto “Rispondendo e combattendo i cambiamenti climatici vedo l’occasione di creare milioni di posti di lavoro ben pagati nel mondo”. 

I discorsi

Xi Jinping ha annunciato che la Cina raggiungerà l’obbiettivo zero emissioni entro il 2060. “Dobbiamo impegnarci per uno sviluppo verde, per un’economia sostenibile per le future generazioni. Questa  è la via per rafforzare la produttività”, così ha detto il leader cinese. 

Il presidente francese Emmanuel Macron ha invece evidenziato la necessità di “cambiare completamente il nostro sistema finanziario” e di “utilizzare tutte le leve a nostra disposizione”, fra cui l’innovazione.

Al Leader Summit on Climate era presente anche il premier Mario Draghi.
Durante il suo intervento, ha ricordato che “quello che abbiamo fatto fin’ ora è insufficiente, dobbiamo invertire la rotta e farlo subito”. Quello della lotta ai cambiamenti climatici è, a suo parere, fra gli obbiettivi prioritari del governo italiano. 

Il presidente russo Vladimir Putin ha infine incitato tutti i Paesi a unirsi nella ricerca scientifica sui cambiamenti climatici. 

Nonostante queste parole promettano apparentemente bene, non mancano le critiche e le doverose perplessità: l’attivista svedese Greta Thunberg ha definito gli obbiettivi dei leader mondiali “largamente insufficienti“: “Non possiamo accontentarci di poco solo perchè è meglio di niente. Siamo indietro di decenni, servono cambiamenti drastici“. 

Anche il Papa, proprio nella Giornata della Terra, ha deciso di lanciare un appello ai leader del mondo affinché “agiscano con coraggio, operino con giustizia e dicano sempre la verità alle persone”. “Entrambe le catastrofi globali, il Covid e il clima, dimostrano che non abbiamo più tempo per aspettare”. 

 

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